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Colpa medica lieve; il chirurgo va assolto

Depositata il 30 gennaio 2013 dalla Quarta Sezione della Cassazione Penale - Pres. Carlo Brusco, Est. Rocco Blaiotta, Procuratore Generale il Dr. Vito D'Ambrosio - la primissima decisione (la sentenza n. 268/2013 emessa alla pubblica udienza del 29.1.2013) che applica la nuova legge n. 189 dell'8 novembre 2012 sulla depenalizzazione della colpa medica lieve .

Cassazione: se paziente muore dopo intervento, è responsabile anche infermiere che non si è attivato per chiamare medici

Se dopo l'operazione il paziente muore, è responsabile, a titolo di omicidio colposo, anche l'infermiere, il qualche, in dubbio sulle condizioni di salute del paziente, non chiama in tempo utile il medico. Secondo il giudizio dei giudici di ultima istanza, messo nero su bianco nella sentenza n. 24573 depositata il 20 giugno 2011, in questo caso l'infermiere riveste una posizione di garanzia: gravava pertanto sul paramedico l'obbligo giuridico di chiamare il medico competente in seguito alle reiterate richieste dei familiari della vittima.

Cassazione: medico deve salvaguardare salute del paziente e non può limitarsi a consigliare di andare in ospedale

Ancora un chiarimento dalla Corte di Cassazione in materia di responsabilità medica. Questa volta di Ermellini fanno presente che il medico anche se non può erogare la prestazione richiesta deve comunque darsi da fare. In sostanza non può limitarsi a consigliare una struttura al paziente ma deve fare "tutto quello che e' nelle sue capacita' per la salvaguardia dell'integrita' del paziente

Cassazione: anche il medico specializzando risponde degli errori in corsia. Se non è in grado può astenersi

L'avvertimento arriva dalla Corte di Cassazione: la presenza in ospedale della specializzando non è dovuta solo per la sua formazione professionale e che pertanto, se non si sente in grado di svolgere una determinata funzione, può decidere di astenersi. Con questa motivazione la Quarta sezione penale (sentenza n.6981/2012) ha convalidato una condanna a due mesi di reclusione inflitta a una giovane dottoressa che per condotte colpose aveva provocato lesioni personali gravissime ai danni di un bambino affetto da un tumore agli stadi iniziali.

Cassazione: commette reato il medico che rinnova certificato malattia senza visita

Il medico che rilascia un nuovo certificato per prorogare il tempo di malattia a una paziente senza aver fatto una nuova visita commette reato e con lui va condannata anche l'assistita se ha fatto uso di quel certificato. L'avvertimento arriva dalla quinta sezione penale della Corte di Cassazione (sentenza n. 18687/2012) che ha convalidato la condanna inflitta ad un medico di base per falsa certificazione. Secondo la Corte è colpevole anche la paziente che a sua volta ha fatto uso del certificato.

Cassazione: responsabilità medico ha natura contrattuale. Professionista deve dimostrare consenso informato

La responsabilità professionale del medico ha natura contrattuale e non precontrattuale pertanto, a fronte dell'allegazione da parte del paziente, dell'inadempimento dell'obbligo di informazione, è il medico gravato dell'onere della prova di aver adempiuto tale obbligazione. La Corte ha spiegato che tale responsabilità sussite anche laddove il medico si limiti alla diagnosi e all'illustrazione al paziente delle conseguenze della terapia o dell'intervento che ritenga di dover compiere, allo scopo di ottenerne il necessario consenso informato.

Responsabilità medica: l'impianto di protesi dentaria è un intervento di routine. Dentista risponde anche per colpa lieve

L'impianto di una protesi dentaria va considerato intervento di routine e come tale il professionista che l'esegue risponde anche per colpa lieve e non soltanto per dolo o colpa grave.

Cassazione: il chirurgo è responsabile anche dell'intervento chirurgico perfetto se non c'è consenso informato

In tema di consenso informato nell'ambito di attività medico-chirurgica, la Corte di Cassazione, con la sentenza n.

L'OSPEDALE NON DEVE RISARCIRE LA PAZIENTE SE LA MALATTIA È CAUSATA DA UNA COMPLICANZA INEVITABILE

Cassazione, sez. III, 7 giugno 2011, n. 12274

(Pres. Filadoro – Rel. Barreca)

Svolgimento del processo

1.- La signora F.B. chiese al Tribunale di Milano il risarcimento dei danni che assumeva di avere sofferto in conseguenza della responsabilità dei sanitari che l'avevano avuta in cura presso l'Ospedale "Vittore Buzzi" di (omissis), dove era stata ricoverata in stato di gravidanza a termine.

AGGREDITA DA UN CANE RANDAGIO: IL COMUNE DEVE RISARCIRE I DANNI

Se un cane randagio aggredisce un passante può essere condannato il Comune, perché sussiste la violazione del generale principio del neminem laedere.

Cassazione Sez. III, 23 agosto 2011, n. 17528

(Pres. Morelli)

Svolgimento del processo

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