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Consenso informato non è valido per una terapia diversa da quella per il quale veniva rilasciato

Il paziente che ha prestato il consenso informato per un trattamento medico-chirurgico diverso da quello effettivamente eseguito ha diritto al risarcimento del danno.

Lo ha stabilito la Cassazione in una sentenza dello scorso giugno [1] con cui ha riconosciuto il risarcimento del danno agli eredi legittimi di un paziente deceduto a seguito di un intervento chirurgico.

L'operazione in cui l'uomo ha trovato la morte era differente rispetto a quella per cui aveva prestato il consenso informato.

Se non c'è il consenso informato il medico risponde dei danni anche in caso di eventi straordinari

Pur essendo l'evento - nella specie, due eventi concomitanti - verificatosi qualificato come eccezionale, conferma la Suprema Corte che sarebbe stato comunque dovere del medico informare di tutti i possibili (anche se improbabili) sviluppi della patologia e degli effetti operatori: "il professionista sanitario ha l'obbligo di fornire al paziente, in modo dettagliato, tutte le informazioni scientificamente possibili sull'intervento chirurgico, che intende eseguire, sulle conseguenze normalmente possibili sia pure infrequenti (tanto da apparire "straordinari"), sul bilancio rischi/vantaggi de

Danno conseguente alla morte di un congiunto

Il Tribunale di Milano, in persona della dott.ssa Orietta Miccichè, ha pronunciato la sentenza n. 6757/13 con la quale è stato liquidato il danno conseguente alla morte del congiunto.

Anche se il paziente è un medico ci deve essere il consenso informato

Il caso è arrivato in Cassazione, davanti alla Terza sezione civile che, con sentenza 20984/2012, ha accolto il ricorso del medico, facendo notare che i colleghi "medici hanno presunto che il paziente fosse d'accordo". Presunzione dunque, non realtà dei fatti. Gli Ermellini hanno sottolineato che "il consenso informato costituisce, di norma, legittimazione e fondamento del trattamento sanitario.

Cassazione: medico non diagnostica la sindrome di down durante la gravidanza; va risarcito anche il neonato

Pronuncia innovativa dalla Corte di Cassazione che, con sentenza 16754/2012, discostandosi dalle precedenti sentenze n. 14888/2004 e n. 10471/2009 e per la prima volta nell'ordinamento italiano, ha riconosciuto la risarcibilità del danno da nascita "malformata" lamentato iure proprio dal neonato.

Responsabilità medica: il danneggiato non deve dimostrare la colpa del medico per ottenere risarcimento

Nei giudizi di risarcimento danni per responsabilità professionale medica il danneggiato deve solo dimostrare l'esistenza del rapporto di cura avuto con il medico, il danno subito e il nesso di causalità tra l'operato del medico e il danno di cui chiede di essere risarcito.

Cassazione: non è valido il consenso informato se espresso per intervento chirurgico differente

Corte di Cassazione Civile, sezione terza, sentenza n. 14024 del 4 giugno 2013.Il consenso informato è istituto giuridico che affonda le proprie radici nell'art. 32 della Costituzione: il paziente deve essere messo al corrente della situazione patologica e delle terapie che è necessario mettere in atto, di modo che possa autonomamente decidere come comportarsi.

Responsabilità medica: Tribunale di Ascoli Piceno, chirurgo estetico deve garantire il risultato

Il Tribunale di Ascoli Piceno (sentenza n. 399 del 24 dicembre 2012) occupandosi di un caso di responsabilità medica, ha stabilito che con riguardo alla particolare tipologia di intervento eseguito (ossia un intervento di chirurgia estetica), "salva diversa pattuizione delle parti il cui onere grava sul medico, deve presumersi avere ad oggetto un'obbligazione di risultato, come ripetutamente stabilito da questo tribunale".

RESPONSABILITA' MEDICA PER NASCITA INDESIDERATA;Sterilizzazione non riuscita e consenso informato

Il problema dell’individuazione dei danni risarcibili si pone, pressoché nei medesimi termini, allorché la nascita indesiderata consegua ad un fallito intervento di sterilizzazione sia maschile che femminile. Un primo profilo attiene alla natura dell’inadempimento generalmente rimproverato al medico: all’uopo va premesso che gli interventi di sterilizzazione – indipendentemente dalla tecnica adoperata – vengono considerati come di semplice esecuzione, con conseguente inapplicabilità dell’art. 2236 c.c..

Cassazione: complicanze post-operatorie? Medico risponde anche per colpa lieve

La terza sezione civile della Corte di Cassazione (Sentenza 20790/2009), intervenendo ancora una volta in materia di responsbilità medica, ha ricordato che nel caso in cui dopo un intervento chirurgico si verifichino complicanze post-operatorie, il medico non può esimersi da responsabilità per colpa lieve per il solo fatto che l'intervento abbia comportato la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà.

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