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Cassazione: non risponde di omicidio il medico imprudente che si attiene alle linee guida

Anche se il medico ha commesso, nell'espletamento della sua attività professionale, errori che sono connotati da profili di colpa diversi dall'imperizia, egli non è responsabile della morte del paziente. Purché si sia attenuto alle linee guida e la sua condotta sia stata conforme alle buone pratiche.

La Cassazione con sentenza n.10414/16 ha statuito che il mancato consenso informato rileva di per sé, anche se l'intervento terapeutico è stato ben effettuato.

l caso da cui trae origine la sentenza della Cassazione ha avuto come protagonistauna donna che ha citato in giudizio il medico e la casa di cura per ottenere ilrisarcimento dei danni relativi dai postumi di un intervento chirurgico, a cui era stata sottoposta nella speranza di guarire dalla cefalee che l’affliggevano.

Responsabilità medica: se l'intervento è routinario è il medico a dover provare l'assenza di colpa

Con la sentenza numero 885/2016, depositata il 20 gennaio (qui sotto allegata), la terza sezione civile della Corte di cassazione è tornata a pronunciarsi in materia di responsabilità medica, sancendo che in presenza di interventi sanitari cd. "routinari" è il professionista a dover provare l'assenza di colpa in relazione alla condotta tenuta.
In realtà, quello espresso dalla giurisprudenza nella pronuncia in commento non è un principio nuovo ma, come ricordato dalla stessa Corte, ormai del tutto consolidato.

Cassazione: il medico deve risarcire il paziente per le complicanze dell'intervento anche se non dovute a colpa

Il medico risarcisce il paziente per le complicanze seguite all'intervento anche se non dovute a sua colpa.
 

Ciò che conta è che il paziente sia stato adeguatamente informato sui rischi di complicanze.
 

E' quanto emerge da una sentenza della Corte di Cassazione, (terza sezione civile, sentenza n. 2177/2016 qui sotto allegata).

E non basta a salvare il medico la consegna di un "depliant informativo" che evidenza i rischi dell'operazione se nello stesso non vengono indicate tutte le possibili complicanze.

Patologia infettiva di origine batterica successiva ad intervento chirurgico

Vale la pena leggere i pregevoli contenuti di questa sentenza, in quanto fissa il fondamentale e "orizzontale" principio in forza del quale, stante l'inderogabilità dell'obbligo di protezione della salute umana, la diligente sterilizzazione dell'ambiente ospedaliero, della sala operatoria, dei luoghi di degenza e delle attrezzature e strumentazioni chirurgiche adoperate costituisce obbligo precipuo della struttura sanitaria, che è tenuta ad assicurare ambienti salubri ed attrezzature conformi ai parametri della scienza e della tecnica medica.

Patologia infettiva di origine batterica successiva ad intervento chirurgico

Vale la pena leggere i pregevoli contenuti di questa sentenza, in quanto fissa il fondamentale e "orizzontale" principio in forza del quale, stante l'inderogabilità dell'obbligo di protezione della salute umana, la diligente sterilizzazione dell'ambiente ospedaliero, della sala operatoria, dei luoghi di degenza e delle attrezzature e strumentazioni chirurgiche adoperate costituisce obbligo precipuo della struttura sanitaria, che è tenuta ad assicurare ambienti salubri ed attrezzature conformi ai parametri della scienza e della tecnica medica.

Responsabilità medica: uso del forcipe in occasione del parto.

Responsabilità medica: uso del forcipe in occasione del parto. Con la sentenza n. 280/15 allegata la Cassazione si è occupata di un caso di responsabilità medica per fatti verificatisi durante un parto. Con la sentenza n. 280/15 la Corte di Cassazione si è occupata di un caso di responsabilità medica per fatti verificatisi durante un parto. Una giovane donna, giunta al termine della gravidanza, veniva ricoverata su indicazione del proprio medico che l'aveva seguita durante la gestazione presso una Casa di Cura.

Gli obblighi informativi del medico ed il consenso del paziente.

L’attività del professionista sanitario prevede una serie di obblighi che hanno lo scopo principale di tutelare il paziente. Senza dubbio, uno dei più importanti di tali gravami è quello di informare adeguatamente il degente circa il trattamento terapeutico a cui costui deve essere sottoposto. All’ obbligo informativo del medico deve dunque corrispondere il consenso prestato da parte del paziente: i due elementi risultano essere così collegati tra loro.

Cassazione: risponde di omicidio colposo l'infermiere che non ha segnalato l'errore al medico

L'infermiere che non segnala al medico l'errore di prescrizione di un farmaco contenente un principio attivo che sa essere dannoso per il paziente risponde penalmente per la morte del paziente stesso.

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