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Responsabilità medica: la prova del danno spetta al paziente

Con la sentenza numero 26824/2017 (qui sotto allegata), la terza sezione civile della Corte di cassazione è tornata a occuparsi della questione dell'accertamento e della prova della condotta colposa del sanitario nei giudizi di responsabilità medica, ribadendo che l'onere di dimostrare il nesso causale tra la condotta del medico e il danno di cui si chiede il risarcimento grava in capo al paziente danneggiato.

Responsabilità medica: perdita di chance alla madre non avvisata delle malformazioni del feto

L'interruzione di gravidanza dopo i primi 90 giorni, ai sensi della legge numero 194/1978, è possibile in maniera eccezionale in caso di anomalie o malformazioni rilevanti del nascituro tali da poter rappresentare "un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna".

200mila euro bastano per la morte della neonata Per la Cassazione, se il medico ecografista non diagnostica una grave malformazione che porta al prematuro decesso della piccola, tale cifra deve considerarsi congrua

Per la morte di una bambina a un anno di età, derivante dalle malformazioni non rilevate dall'ecografia prenatale del feto, sono sufficienti 200mila euro per il risarcimento del danno parentale e del dolore subito dai genitori in conseguenza della perdita.
A parere della Corte di cassazione, espresso nella sentenza numero 29333/2017 (qui sotto allegata), si tratta infatti di una somma ragionevole, comprensiva di tutte le voci di danno, e che non può essere considerata irrisoria, come invece affermato nel caso di specie dai genitori della piccola.

Responsabilità medica: omicidio colposo per l'infermiere che sbaglia il triage

È responsabile per l'omicidio colposo del paziente giunto al pronto soccorso, con infarto in corso, l'infermiere che ha errato la valutazione assegnandogli un codice verde.

 

Responsabilità medica: paga l'ospedale per l'infermiere aggredito durante il turno

Se l'infermiere subisce un'aggressione da parte di un paziente mentre sta svolgendo il proprio turno di lavoro, è possibile che la struttura ospedaliera presso la quale opera sia chiamata a risarcire il danno biologico derivatogli.

Rischio suicidario del paziente e rischio penale dello psichiatra

Nota a Cass. pen. sez. IV, 22 novembre 2011 (dep. 1 febbraio 2012) n. 4391, Pres. Marzano, Est. Blaiotta, Imp. Di Lella

1. Nei panni dello psichiatra.

Svestiamo la toga e indossiamo un camice. Mettiamoci nei panni di uno psichiatra che sta visitando un paziente schizofrenico[1]. Ci sta dicendo che sta pensando di fare testamento, che ogni tanto immagina la vita dei suoi familiari senza di lui. Che vede buio. Che le "voci" che sente non tollerano repliche. Il quadro è serio, anche se prende l'antipsicotico e all'anamnesi non risultano pregressi tentativi autolesivi.

Responsabilità medica: è reato rimandare la visita del paziente

L'arrivo di un paziente al Pronto Soccorso fa sorgere in suo capo il diritto di essere sottoposto a visita medica.

Guida in stato di ebbrezza: niente reato se sei 'poco' ubriaco

La guida in stato di ebbrezza è considerata, nel nostro ordinamento, un reato. Chi lo commette, tuttavia, non è punibile se il suo tasso alcolemico supera di poco la soglia limite.

Il danno da perdita di chance nella responsabilità medica

Il danno da perdita di chance ha fatto il suo ingresso nel nostro ordinamento, grazie soprattutto all'opera della giurisprudenza, sviluppandosi in maniera consistente con particolare riferimento a determinati settori, tra i quali rientra senza dubbio quello della responsabilità professionale dei sanitari.

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